Il progetto parte da un'idea semplice: la pista non deve scegliere tra pensiero e movimento. Può accoglierli entrambi.
La curatela privilegia tracce lunghe, emotivamente ambigue e costruite attraverso piccole mutazioni. L'obiettivo non è annunciare ogni cambiamento, ma far capire a chi ascolta, dopo alcuni minuti, di essere già altrove.